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Collaborazione occasione, come funziona? Eccovi il modello per la ritenuta d’acconto

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Introdotto dalla “Legge Biagi”, e successivamente abrogata dal Jobs Act, il contratto di collaborazione professionale non è un contratto di lavoro subordinato, ma è una prestazione erogata occasionalmente al servizio di uno o più committenti.

Il prestatore d’opera (Libero Professionista e Freelancer) instaura un rapporto di lavoro caratterizzato da una collaborazione autonoma e prettamente occasionale: la prestazione deve essere svolta in maniera episodica.

Scopriamo in questa guida quali sono le caratteristiche del contratto di collaborazione professionale e come funziona.

Contratto di collaborazione occasionale: caratteristiche normative

Nel “marasma” di tipologie contrattuali che si possono sottoscrivere, c’è la collaborazione occasionale che viene quotidianamente utilizzata dai Liberi Professionisti iscritti ad un Albo (Avvocati, Notai, Ingegneri, Architetti, Medici, Commercialisti, etc.), ma anche dai Freelancer senza Ordine professionale (Web Editor, SEO Specialist, Web Devolper, UX Designer, etc.), lo spiega bene il sito web avvocatoaccanto.com sui cui vi consigliamo di approfondire.

Per inquadrare il contratto di collaborazione occasionale dal punto di vista normativo, richiamiamo la disciplina civilistica contenuta all’articolo 2222 cod. civ. sul contratto d’opera, il quale recita:

quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente”.

Dal tenore normativo viene chiarito che si tratta di lavoro autonomo, poiché il rapporto lavorativo non presenta alcun vincolo di subordinazione.Pertanto, i soggetti che concludono e sottoscrivono tale fattispecie contrattuale sono il prestatore d’opera e il committente, e non datore di lavoro e dipendente.
Il committente svolge la prestazione in modo autonomo senza vincoli di orari e senza imposizioni da parte dell’azienda con la quale collabora.In caso contrario, si dovrebbe parlare di rapporto di lavoro subordinato e, di conseguenza, il prestatore d’opera potrebbe richiedere la trasformazione del rapporto lavorativo e la sottoscrizione di un’altra fattispecie contrattuale.

Le altre caratteristiche che completano la collaborazione occasionale sono ascrivibili alle seguenti:

Nessun obbligo di svolgere prevalentemente la prestazione all’interno della sede aziendale o in un altro luogo indicato dal committente;
Mancanza di un inserimento funzionale nell’organizzazione aziendale.

Collaborazione occasionale: come deve essere retribuita?

Chiarite le caratteristiche del contratto di collaborazione occasionale, tale prestazione può essere retribuita in modi:

  • Tramite ritenuta d’acconto,
  • Con i nuovi voucher lavoro PrestO.

Il primo metodo, quello della ritenuta d’acconto, è il più ricorrente e più utilizzato dalle aziende per la retribuzione dei collaboratori esterni e freelancer.

Con la ritenuta d’acconto, il committente trattiene dal prestatore d’opera un anticipo delle imposte dovute che devono essere versate entro e non oltre il 16 del mese successivo tramite il Modello F24.

Ecco di seguito un Modello di ricevuta della prestazione occasionale con ritenuta d’acconto:

RICEVUTA COMPENSO PER PRESTAZIONE OCCASIONALE

Il sottoscritto ………………………………….……. nato a ………………………. il …………………………… e residente a ……………………………………..
in Via ………………………………………..n………, codice fiscale ……………………………….;

DICHIARA

di ricevere da …………………… un compenso di importo ……. per l’attività “………………………………………………………”;

DescrizioneImporto
 

Competenze concordate

Euro ……………………

Ritenuta d’acconto 20%

Euro ……………………..

Trattenuta INPS (da calcolare al superamento di euro 5.000,00)

Euro …………………….

Netto a pagare

Euro ……………………..

Dichiara inoltre sotto la propria responsabilità che tale compenso:

–         ha carattere del tutto occasionale, non svolgendo il sottoscritto prestazioni di lavoro autonomo con carattere di abitualità;

–         è soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 25 del Dpr 600/73;

–         non è soggetto al regime Iva a norma dell’art. 5 Dpr 633/72 e successive modificazioni;

–         è assoggettato/ non è assoggettato a contributo previdenziale in quanto nel corso dell’anno solare il totale dei compensi ricevuti a titolo di collaborazione occasionale supera/non supera i 5.000,00 euro.

Luogo e data,

In fede

………………………………………….

Nel dettaglio sul compenso lordo si applica un’aliquota del del 20% (per i compensi versati a organizzazioni stabili in Italia di soggetti non residenti).
Grazie alla presentazione di questa, il prestatore è tenuto a ricevere il compenso pattuito per la collaborazione occasionale prestata.

Si ricorda di apporre una marca da bollo del valore di 2 euro per le prestazioni che eccedono i 77,47 euro lordi.

 

 

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