Pneumatici, Bridgestone è ancora il produttore numero uno al mondo

Il mercato dei costruttori di pneumatici sta vivendo una fase particolarmente vivace, con i vari brand che si danno battaglia a suon di innovazioni, acquisizioni e sviluppo di nuovi prodotti. Gli effetti sono immediatamente visibili sulla classifica top 20 dei produttori di pneumatici, recentemente aggiornata dal sito di informazione Pneus News, che conferma comunque il predominio dei giapponesi di Bridgestone, almeno per quest’anno.

Al numero uno sempre Bridgestone

Per la precisione, lo storico marchio fondato da Shojiro Ishibashi nel 1931 nella città di Kurume ha chiuso il 2017 con un fatturato di circa 22,5 miliardi di euro provenienti esclusivamente dal business degli pneumatici (che rappresenta l’82 per cento del valore raggiunto dalla compagnia). La quota è lievemente più bassa dei fatturati 2016 e 2015, un segnale che i vertici nipponici hanno ben compreso.

Nuovi pneumatici e servizi per gli automobilisti

Negli ultimi tempi, infatti, il produttore orientale sembra aver cambiato decisamente marcia, sia sul fronte dello sviluppo di nuovi prodotti che su quello più generale dell’assistenza ai clienti; nel primo caso, il riferimento immediato è il sito euroimportpneumatici.com, l’eCommerce italiano su cui visualizzare e acquistare i modelli del catalogo di gomme Bridgestone, mentre per il secondo aspetto bisogna citare il progetto MOBOX. È questo il nome attribuito a un nuovo progetto di costumer care, un servizio all-inclusive in abbonamento mensile che garantisce agli automobilisti comodità e tranquillità anche in caso di problemi agli pneumatici, con assicurazioni e interventi per forature, incidenti e così via.

La rincorsa di Michelin

Questa mossa potrebbe offrire nuova “linfa” al turnover dei giapponesi, che sperano di rintuzzare l’attacco alla leadership che sta portando avanti il secondo gruppo costruttore di pneumatici al mondo, ovvero Michelin: l’ultimo aggiornamento parla di un fatturato di quasi 22 miliardi di euro per i francesi (concentrati in maniera diretta sul business delle gomme, che fonda il 98 per cento del valore assoluto), ma già dal prossimo potrebbero essere importanti novità. Nel corso degli ultimi mesi, infatti, la Casa di Bibendum ha completato l’acquisizione di una società canadese operante nella produzione e distribuzione di pneumatici OTR, che potrebbe dunque arricchire il fatturato della nuova casa madre e consentire finalmente il sorpasso inseguito da anni.

La battaglia tra Goodyear e Continental

Restando invece alla classifica attuale, sul terzo gradino del podio troviamo la Goodyear, con un turnover di 12,8 miliardi di euro a fine 2017, vale a dire circa 1,5 miliardi di euro in meno rispetto ai volumi dell’anno precedente; di questo calo sta approfittando la tedesca Continental, che invece sta vedendo fiorire la propria attività e dichiara un giro d’affari di 11,3 miliardi. Una distanza quasi minima, soprattutto se consideriamo che solo una decina di anni fa la compagnia americana fatturava quasi 15 miliardi di euro in pneumatici e Continental appena 6, meno della metà, e che invece ora il trend è completamente ribaltato.

L’ascesa degli pneumatici orientali

La graduatoria dei costruttori di gomme aggiornata alle ultime settimane vede anche altri movimenti interessanti, soprattutto grazie alla vitalità dei produttori orientali, che stanno conquistando nuove quote di mercato anche in Europa: Sumitomo è stata capace di salire al quinto posto assoluto, superando la Pirelli, mentre Hankook, Yokohama, Maxxis e ZC Rubber sono gli altri nomi nelle posizioni fino alla decima.

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