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Costo al kWh: da cosa dipende

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Da cosa dipende il costo al kWh dell’energia elettrica

Tra un anno, o poco meno, tante famiglie dovranno passare dal mercato tutelato al mercato libero. Ma ancora la maggior parte dei consumatori non conosce bene la propria bolletta della luce: premessa fondamentale per poter confrontare le offerte per l’energia elettrica del mercato libero. Ad esempio: in pochi sanno quali sono gli elementi che influiscono sul costo di un kWh di luce.

L’Autorità per l’energia (Arera), ogni tre mesi, definisce la tariffa per la materia energia, valida per il mercato tutelato, e gli altri costi in bolletta, validi per tutti. Per conoscere le attuali condizioni del costo al kWh clicca qui. Per scoprire, invece, cos’è che determina il costo del chilowatt’ora in bolletta, continua a leggere questo approfondimento.

Costo al kWh della materia prima o costo al kWh tutto compreso

Prima di continuare può essere utile chiarire un aspetto. Quando si parla di costo al kWh della luce, a cosa si fa riferimento? Quando si leggono le informazioni online, bisogna fare attenzione: si parla del prezzo della sola materia prima o del costo in bolletta di un kWh tutto compreso?

Nel primo caso stiamo parlando del semplice costo di vendita della materia energia elettrica. Da quella tariffa vengono escluse tutte le altre voci di costo che affollano una bolletta della luce e che, a volte, hanno poco a che fare con il servizio di fornitura (vedi gli oneri di sistema). Per un consumatore medio servito in maggior tutela, la spesa per la materia energia pesa per il 35,10% circa sul valore totale della bolletta mensile.

Nel caso del costo tutto compreso, invece, si fa riferimento alla spesa media in bolletta di un kWh di consumo, considerando il costo dell’elettricità, ma anche le altre spese presenti in fattura, imposte comprese.

Ecco quali sono tutte le voci di spesa in bolletta:

  • Spesa per la materia energia
    • Prezzo dell’energia
    • Prezzo di commercializzazione
    • Dispacciamento
    • Perequazione (solo mercato tutelato)
  • Spesa per il trasporto e la gestione del contatore
  • Oneri di sistema
  • Imposte

Il costo al kWh della materia energia

Il costo della materia energia che, come abbiamo detto, sul mercato tutelato è definito per tutti i fornitori da Arera, sul mercato libero è la principale leva di concorrenza. Su questa tariffa, i venditori (Enel, Eni, Acea, A2a, Edison) possono mettere in pratica le loro politiche di prezzo. Ed è da questa gara di convenienza che il consumatore dovrebbe poter guadagnare, a scapito dei margini degli operatori di mercato. Già, perché, per quanto liberi nella scelta del prezzo, i fornitori devono anche fare i conti con i costi di approvvigionamento della materia prima sui mercati nazionali e internazionali. In Italia, il prezzo di riferimento del mercato all’ingrosso è il PUN (Prezzo Unico Nazionale): i venditori si rifanno all’andamento del PUN per definire i prezzi da proporre sul mercato al dettaglio.

Andando ad approfondire, gli operatori del mercato libero possono scegliere anche un’altra voce di spesa presente in bolletta, ma alla quale raramente si dà visibilità: il costo di commercializzazione. Rappresenta l’8,77% del valore di una bolletta media ed è il contributo che il cliente corrisponde per le spese sostenute dal fornitore per la gestione commerciale dei clienti. Tale spesa non viene resa nota, solitamente, nella comunicazione commerciale dell’offerta per la fornitura della luce.

Costo medio unitario: il prezzo al kWh tutto considerato

Il costo al kWh di tutta la bolletta si calcola dividendo il valore complessivo della fattura per il numero di kWh assorbiti nel periodo di riferimento. Si tratta di un’ottima misura di confronto tra le offerte, poiché restituisce la spesa effettiva per un volume di consumo dato, tenendo conto di tutte le componenti di spesa: fisse, su base annua e a consumo.

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