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Scandalo uova contaminate in Germania e Belgio, ecco perché mangiare Made in Italy

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Scandalo uova contaminate in Germania e Belgio, ecco perché mangiare Made in Italy

CI risiamo, dopo i germogli di soia, ora è allarme uova contaminate in Germania: a milioni, provenienti dall’Olanda, sono state ritirate dagli scaffali dei supermercati tedeschi dopo che sono state scoperte tracce di un insetticida, il Fipronil, usato solitamente per combattere parassiti negli animali, ma non in quelli destinati al consumo alimentare da parte dell’uomo. Al momento l’allarme grazie a dio non riguarda l’Italia che non è uno dei mercati coinvolti.

Circa 180 fattorie olandesi sono state temporaneamente chiuse, mentre continuano le analisi sui campioni e la procura ha aperto un’inchiesta per risalire alla fonte della contaminazione. Secondo Aldi, una delle più grosse catene di discount in Germania con quattromila punti vendita, il ritiro delle uova è “solo una precauzione, non ci sono ragioni per credere che ci siano rischi per la salute” però intanto sono state ritirate, creando un grande scompiglio nella clientela.

Il Fipronil, cos’è e quali sono i rischi per gli uomini

Test su uova, hanno evidenziato alti livelli dell’insetticida che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) può provocare danni ai reni, tiroide e fegato se ingerito in grandi quantità per un certo periodo di tempo.

 

Il ministro dell’Agricoltura per la Bassa Sassonia, Christian Meyer, ha dichiarato alla televisione che c’è un rischio per i bambini se mangiano due uova contaminate al giorno, aggiungendo che potrebbero essere in totale 10 milioni quelle arrivate in Germania dall’Olanda. Il ministero dell’Agricoltura di Berlino, però, finora ha parlato di 2,9 milioni di uova che si ritiene siano state esposte al Fipronil e sono state esportate in Germania prima del 22 luglio, quando le spedizioni sono state bloccate.

 

Ora l’Olanda trema, i forti timori del sindacato olandese: rischi per un mercato da 10 miliardi di uova prodotte all’anno

Noi Italiani ricordiamo l’insulsa guerra fatta dai Francesi all’olio pugliese, che nel quale secondo alcuni ci fossero tracce di Xylella fastidiosa, bloccando cosi un intero mercato e mettendo a dura prova i nostri agricoltori.

L’Olanda è la più grossa produttrice europea di uova, e tra le maggiori al mondo, con un’esportazione di circa il 65% dei 10 miliardi di uova prodotte ogni anno. Da qui i timori della presidente del sindacato olandese dei produttori di pollame, Hennie de Haan, che ha messo in guardia contro reazioni eccessive.
Giusta la paura dei produttori Olandesi, che si vedono ora costretti a ritirarsi sulle barricate, per difendersi da questa accusa, che potrebbe portare alla catrastofe economica nel settore e nel relativo indotto.

“Se altri rivenditori seguono l’esempio di Rewe, il disastro non può essere trascurato”, ha affermato. “Se è temporaneo, è ancora possibile recuperare, ma se dura più a lungo, l’intero settore olandese, compresi i commercianti, è alla bancarotta.
Non si può semplicemente trovare un mercato da 4,5 miliardi di uova all’anno”.

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