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UberEats, presenti in oltre 100 città

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UberEats, presenti in oltre 100 città

La cucina Italiana fa da padrone nelle ordinazioni dei clienti, infatti conquista più la metà dei Paesi in cui e presente il servizio (13 su 27) e detiene  un posto fisso nella Top 5 delle cucine più ordinate in India, Australia, Usa, Sud Africa, Russia e Svezia.

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A 18 mesi dal lancio globale, UberEATS per la consegna di cibo a domicilio supera, con l’espansione a Rio de Janeiro e Belo Horizonte, il traguardo di 100 città nel mondo.

L’app californiana, attiva da novembre 2016 a Milano, negli ultimi sei mesi ha raddoppiato la presenza (era in 56 città a inizio 2017).

Il funzionamento del servizio è abbastanza semplice, in chiaro stile Uber.
Grazie all’app dedicata, i clienti potranno visionare i menu e ordinare i pasti, che saranno consegnati da corrieri a bordo di biciclette o scooter, in perfetto stile Foodora
Niente auto, dunque.
Almeno per ora. Al momento i ristoranti presenti su Milano sono poco più di cento, e la consegna è assicurata all’interno della circolare esterna della città meneghina (senza minimo d’ordine e spese di consegna).

A scorrere il menu, ce n’è un po’ per tutti i gusti: dai puristi della cucina tradizionale italiana o di quella salutare e vegana agli amanti dello street food.
Ad oggi, UberEATS è disponibile in 100 città nel mondo e a quanto pare da indiscrezioni stanno preparando lo sbarco anche nella capitale.
Il Food sta tornando padrone del web, con ormai decide di applicazioni per la consegna a domicilio, e decine di lavoratori che gravitano attorno a questo nuovo mercato.
Il ristorante 3.0 che non si vuole evolvere in una fascia di clientela proibitiva, dovrà per forza di cose adottare un sistema di consegna a domicilio, tenendo conto sia della qualità sia del non fare mancare nulla ai propri clienti che magari non hanno voglia di uscire.

Vedremo quanto permetteranno a Uber di espandersi prima di intentare qualche class action come successo a Eatsa.

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