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Talking Hands: i linguaggi dei segni diventano parole

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Possiamo forse immaginare la difficoltà che le persone sordomute hanno nel comunicare quotidianamente con la gente, non tutti conoscono il linguaggio dei segni, anche e sopratutto negli uffici pubblici dove dovrebbe essere secondo noi obbligatoria la presenza di almeno un dipendente che sappia interpretare i segni ( Ma questa forse e Italia 2.0 ), in soccorso dei cittadini sordomuti arriva una start up 100% Italiana, con il suo rivoluzionario guanto ” Talking Hands “, il rivoluzionario guanto che consente ai sordomuti di comunicare trasformando 

 

Limix è una startup giovane e dinamica start-up italiana fondata nel marzo 2015, con sede principale a Camerino, nelle Marche che lavora nella ricerca tecnologica per dare una mano alle persone con disabilità, ed è stata fondata grazie alla volontà di unire la ricerca con le competenze universitarie per creare una realtà aziendale per adempiere progetti innovativi.

Gli ideatori di questa startup sono Dario Corona e Francesco Pezzuoli, quest’ultimo, guidato dal successo del suo progetto “Talking Hands”.

Ma vediamo di cosa stiamo parlando: Talking Hands è un guanto indossabile dotato di sensori che sono in grado di registrare i movimenti delle braccia, delle mani e delle dita, trasferendoli tramite bluetooth ad un’applicazione sullo smartphone che riconosce i segni trasformandoli in parole.

Non è finita qui: questo speciale guanto consente alla persona che lo utilizza di assegnare al gesto, una parola. Questa possibilità è stata pensata poiché non c’è solo un tipo di linguaggio dei segni, ma ne esistono diversi che si aggirano intorno a circa 200 lingue dei segni, per non parlare poi dei dialetti. Inoltre questa applicazione permette la traduzione del linguaggio dei segni in altri idiomi, quando si va all’estero.

 

Pezzuoli dichiara che il prodotto sarà pronto all’industrializzazione a giugno 2018 e nel frattempo i due compagni di studi si sono aggiudicati le selezioni italiane del Chivas Venture.

L’obiettivo è quello di dare più autonomia possibile alle persone sordomute, che sia nella vita privata o lavorativa permettendo di superare i classici ostacoli della vita quotidiana, che fino ad ora hanno rappresentato una grossa montagna da scalare.

 

Possiamo affermare con certezza che questi due giovani ragazzi Italiani hanno dato vita ad una vera e propria rivoluzione che permetterà di abbattere muri sociali e consentirà alle persone che non hanno voce, di potersi inserire sempre meglio nel mondo del lavoro e di migliorare la propria vita sociale.

 

 

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