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Sequestrati dispositivi Samsung a Vicenza, violato un brevetto italiano?

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Il software contestato è stato collocato su tutti i dispositivi del colosso coreano causando, per lʼaccusa, un danno da decine di milioni di euro

 

La Guardia di Finanza sta eseguendo il sequestro di telefonini e tablet del marchio Samsung nella sola provincia di Vicenza. Il sequestro avviene nell’ambito di una indagine,
denominata “Patent App”, relativa al presunto utilizzo da parte della multinazionale coreana di un software tutelato da brevetto europeo di proprietà di un’azienda italiana.
Quest’ultima denuncia un danno di almeno 60 milioni di euro.

Il software riguarderebbe la visione sulle piattaforme multimediali del volume audio nel momento dell’utilizzo degli auricolari. I finanzieri hanno eseguito complessivamente 26 perquisizioni nei confronti di altrettanti punti vendita,
facenti parte di catene della grande distribuzione organizzata,
nel corso delle quali sono stati sequestrati telefoni e tablet Samsung.

L’indagine della procura di Vicenza ha accertato che sono stati prodotti e commercializzati in Italia apparati di telefonia dotati di un’applicazione del tutto omologa a quella, tutelata da un brevetto Europeo registrato e valido sin dal 2002, di proprietà industriale di un’azienda italiana.
L’uso dell’applicazione, nel solo ultimo triennio, è stato valorizzato dalla parte offesa in almeno 60 milioni di euro a livello europeo e in almeno 10 milioni per il mercato italiano.

Tutto molto normale nella guerra dei brevetti nel campo tecnologico,
ricordiamo da sempre le battaglie tra Apple e Samsung per contendersi l’uso di diversi brevetti utili al funzionamento dei loro prodotti al top di gamma.

Peccato che non più di 24 ore fa. è arrivata la notizia che il vice-presidente ed erede di fatto, Jay Y. Lee e’ accusato:

Di aver finanziato entita’ facenti capo alla controversa amica della presidente, Choi Soon-sil – che e’ al centro dello scandalo, in cambio di favori politici. Samsung ha ammesso donazioni e finanziamenti alla Choi, ma nega di averlo fatto per ottenere vantaggi illegali. Gli inquirenti pensano invece che ci sia un nesso con il via libera governativo al fondo pensioni pubblico per l’approvazione della controversa maxi-fusione tra due affiliate Samsung che l’anno scorso ha consentito alla famiglia Lee di rafforzare la presa sul gruppo. ( Fonte Sole 24 Ore )

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