Eccovi la lista degli alimenti che aumentano la pressione

Forse non tutti sanno che esistono determinati cibi che possono alterare la nostra pressione arteriosa del sangue, 
in questo articolo esaminiamo alcuni alimenti che aumentano la pressione e che possono portarci a seri rischi per il nostro corpo.

Per chi soffre di ipotensione (livelli bassi), questi alimenti potrebbero risultare utili, per chi invece soffre di ipertensione (livelli alti), possono quindi risultare pericolosi ed è meglio evitarne un consumo frequente.

Ci sono moltissimi cibi che causano l’aumento della pressione arteriosa e sarebbe impossibile elencarli tutti. Ma eccone alcuni che troviamo più frequentemente sulle nostre tavole, nelle nostre dispense o nascosti in alcuni piatti.

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SALE

Vi consigliamo di ridurre il consumo di sale nel caso si soffra di ipertensione. Al contrario, se si soffre di ipotensione, è preferibile il consumo durante i pasti. Senza mai esagerare ovviamente.

CAFFÈ O TÈ

Credo che tutti sappiamo che la caffeina e la teina sono degli stimolanti della pressione naturali, ed è proprio per questo che quando ne beviamo una tazza ci sentiamo più svegli. Ma come la maggior parte degli stimolanti, può temporaneamente aumentare la pressione sanguigna.

È bene quindi tenere sotto controllo il consumo di queste due bevande.

CIOCCOLATO

È indicato per chi soffre di pressione bassa, poiché il suo contenuto di teobromina, aiuta ad aumentare la frequenza cardiaca.

Ovviamente, per chi soffre di ipertensione, è consigliato ridurne il consumo.

ALCOOL

È stato dimostrato che quantità eccessive di alcool, aumentano la pressione sanguigna a livelli pericolosi. È consigliato non superare i tre drink alla volta ed è sconsigliato farne uso regolarmente poiché i livelli potrebbero rimanere alti.

CARNE ROSSA

È raccomandato non mangiare troppa carne rossa, poiché oltre ad essere dannosa per il cuore, lo è anche per i vasi sanguigni. Non è necessario evitarla del tutto ma mangiarne piccole porzioni o comunque non troppo spesso.

INSACCATI

A causa del loro ricco contenuto di sale e grassi, è meglio evitare di mangiarli se si soffre di pressione alta. Indicati invece per chi ha valori sanguigni bassi.
È comunque bene evitarne il consumo esagerato per la presenza di grassi.

LIQUIRIZIA

Le radici di liquirizia contengono delle sostanze che fanno aumentare la pressione arteriosa.
È infatti consigliabile per chi soffre di ipotensione, succhiare una radice di liquirizia, meglio controllarne il consumo per chi invece ha problemi di ipertensione.

Il nostro consiglio rimane quello di moderare l’uso di qualsiasi alimento, una dieta variegata e uno stile di vita sano siano la migliore medicina per il nostro corpo.

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L’importanza della preparazione atletica nello sport moderno

Sin dall’antica Grecia, l’uomo ha guardato con ammirazione allo sportivo “di successo”. Un atleta capace di illuminare la fantasia degli appassionati con prestazioni, imprese e giocate che solo un individuo in possesso di un “dono” speciale è in grado di compiere. Ma cosa serve per raggiungere il top in una determinata disciplina? È sufficiente il talento innato o a fare la differenza è l’allenamento? Con l’implementazione della tecnologia ed il miglioramento delle conoscenze in ambito medico sportivo, la preparazione atletica è diventata una scienza che per la programmazione di allenamenti specifici necessita di un accurato studio individuale.


L’evoluzione dello sport


Spesso ci capita di soffermarci a guardare in televisione o sui social degli eventi sportivi degli anni ’80 e ’90 e ci meravigliamo di quanto i ritmi ed i colpi fossero completamente diversi da quelli a cui siamo abituati oggi. Che si parli di calcio, basket o tennis, lo sport si evolve di anno in anno, richiedendo uno sforzo da parte degli atleti sempre maggiore, sia dal punto di vista fisico che mentale. Sebbene lo sportivo di oggi, inteso come “macchina organica”, sia lo stesso di venti o trenta anni fa, le prestazioni migliorano di anno in anno, raggiungendo vette raramente toccate in precedenza. Il merito di queste prestazioni monstre è senza dubbio riconducibile sia all’attenzione che gli sportivi ripongono nell’alimentazione, sia all’evoluzione degli studi in ambito medico/sportivo. Rispetto al passato, oggi ad esempio è possibile studiare “i limiti individuali” e ciò avviene mediante l’analisi del recupero biochimico dallo stress ossidativo, che permette valutazioni prestazionali finalizzate a gestire sia le fasi di recupero che le fasi di allenamento vero e proprio. Questo metodo permette di ridurre gli infortuni e migliora la qualità ed il recupero atletico, garantendo prestazioni medie più elevate rispetto al passato. A conferma di ciò, basta dare un’occhiata ai record individuali nelle discipline olimpiche che vengono continuamente infranti dai nuovi atleti emergenti. Non si tratta di evoluzione della specie, d’altronde in poco più di 30 anni risulterebbe altamente improbabile, bensì di evoluzione della preparazione.


La preparazione atletica nel calcio di oggi


Il calcio, uno degli sport più noti e praticati a livello mondiale, è una delle discipline in cui, negli ultimi anni, l’evoluzione di cui abbiamo parlato è stata più radicale. Il tempo dei gradoni, degli allenamenti in montagna o dei sacchi di sabbia è ormai terminato. Come raccontato anche da La Gazzetta dello Sport, si è compreso che caricare fisicamente in modo così gravoso un calciatore non è utile, anche in considerazione del fatto che, ormai, un giocatore può arrivare a disputare anche tre partite in sette giorni. Sovraccaricare la muscolatura, anzi, sarebbe addirittura deleterio ed andrebbe ad esporre l’atleta ad infortuni, contratture e pesantezza fisica. Oggi la velocità e le capacità atletiche la fanno da padrone ma ciò non vuol dire che sia calata la qualità. Spesso, tra gli addetti ai lavori e tra i tifosi nostalgici, si sente dire che negli anni ’80 e ’90 la qualità fosse molto superiore rispetto ad oggi. Dati alla mano, tuttavia, pare proprio che non sia stata la qualità a diminuire, bensì la velocità ad aumentare. Nel calcio moderno, durante una partita, i chilometri medi percorsi dai giocatori sono aumentati del 25-30% rispetto a 20 anni fa, e lo stesso è avvenuto per i tiri in porta, i passaggi e le altre giocate “qualitative”. Per comprendere quanto sia importante la preparazione fisica nel calcio moderno, basti pensare a ciò che riesce a fare a 34 anni suonati Cristiano Ronaldo. Nonostante non sia più un ragazzino, il fenomeno portoghese che al 15 di luglio, secondo le scommesse online di Betway, a quota 4,50, è nuovamente tra i favoriti per la vittoria del Pallone d’Oro, riesce ancora a fare la differenza, principalmente dal punto di vista atletico. Cura maniacale del proprio corpo, alimentazione corretta, alternanza di lavoro, riposo e recupero, sono tutti fattori che permettono agli atleti di allungare le proprie carriere e di restare al top per molto più tempo rispetto al passato.


PEC: tutti i vantaggi della posta elettronica certificata per professionisti e privati

Dimentichiamoci delle vecchie lettere e di lunghe code alla posta: grazie alla PEC è ora possibile inviare comunicazioni digitali ufficiali a prova di hacker riconosciute legalmente.

I vantaggi della PEC


Internet offre ormai una moltitudine di servizi che si sono sostituiti alla loro controparte fisica: così, oggi possiamo fare shopping seduti comodamente sul divano di casa, andare al cinema con un clic grazie ai servizi di streaming e leggere il giornale dal nostro browser. Queste novità comportano però dei rischi e molti di noi oggi sono attenti alle insidie che si nascondono nel web e sono in grado di tutelarsi legalmente navigando online, soprattutto per quanto avvengono spostamenti di denaro. Per questa ragione, per mettere al sicuro i nostri risparmi ci affidiamo a portafogli digitali riconosciuti e in grado di gestire contenziosi e rimborsi, o quando giochiamo online preferiamo farlo su uno dei casinò digitali certificati AAMS come Betway che, in quanto tale, offrono maggiori sicurezze per la transazioni di denaro. Ma non dobbiamo preoccuparci solo del nostro denaro: è infatti altrettanto importante tutelare le comunicazioni che effettuiamo su internet. Grazie alle email e alle tante app di messaggistica, infatti, siamo bombardati ogni giorno da moltissimi messaggi e comunicazioni ed è difficile farci strada tra questo mare di parole e capire cosa sia davvero importante.

Lo stesso discorso vale all’inverso: come fare quando dobbiamo inviare un messaggio o un’email particolarmente urgente? I metodi di comunicazione digitale tradizionali purtroppo non ci vengono incontro e non ci assicurano che la nostra comunicazione venga letta né che abbia un valore ufficiale. Per risolvere questo problema è nata la PEC, cioè la posta elettronica certificata, che funziona come una vera e propria raccomandata con ricevuta di ritorno digitale riconosciuta giuridicamente.

Nata nel 2005, questa tecnologia sfrutta dei protocolli di sicurezza che rendono il messaggio e i suoi allegati impossibile da modificare, rendendo così la comunicazione ulteriormente sicura e utilizzabile come testimonianza in caso di contenziosi. Utilizzando una PEC, chi invia l’email riceve in tempo reale la comunicazione di consegna del messaggio e della sua apertura e può utilizzare tali comunicazioni qualora servisse risalire a data e ora della lettura dell’email.

Come aprire una PEC

La PEC è diventata uno strumento fondamentale e ormai obbligatorio per i professionisti iscritti a un ordine, le imprese e le aziende, che ogni giorni inviano numerose comunicazioni ufficiali a fornitori, collaboratori e assistenti. Questo non significa che la PEC sia riservata solo a queste categorie: chiunque può usufruire dei vantaggi della posta elettronica certificata. La PEC è infatti estremamente semplice da utilizzare e assomiglia in tutto e per tutto ai tradizionali servizi di posta elettronica a cui siamo abituati e che utilizziamo per inviare email. Una delle poche differenze sta nel fatto che aprire una casella PEC ha un costo annuale che, a seconda del pacchetto scelto, può partire dai circa cinque euro l’anno e arrivare fino al centinaio di euro più IVA. Va inoltre ricordato che non è possibile inviare messaggi di posta elettronica ordinaria a caselle PEC e, viceversa, le caselle di posta tradizionali possono ricevere email PEC solo quando la loro configurazione lo prevede.

Oggi sono diversi i provider digitali che offrono la possibilità di aprire una PEC e che si differenziano per prezzi, dimensione dello spazio di archiviazione e numero di invii giornalieri offerti. Alcuni di questi, come Virgilio o Libero, offrono già servizi di posta elettronica tradizionale, mentre altri, come Aruba e Register sono più celebri per l’hosting di siti web. Per attivare la propria casella PEC basta compilare il modulo di iscrizione inserendo i propri dati personali, in caso si volesse aprire una casella di posta individuale, o professionali, nel caso la si apra come azienda o libero professionista.

Molti provider offrono periodi di prova di durata variabile, alla fine dei quali verrà attivato il pagamento annuale del servizio, mentre altri concedono un prezzo più vantaggioso per il primo anno per poi rincarare di qualche euro la tariffa gli anni successivi. Una volta impostata la propria casella PEC è possibile accedervi da qualsiasi dispositivo, inviare email anche da tablet e smartphone e, in alcuni casi, è anche disponibile un servizio di avviso di ricezione email tramite SMS.

Venendo in aiuto a professionisti e a privati, la posta elettronica certificata, sostituendosi alla posta tradizionale, permette di inviare comunicazioni in tempo reale dal valore giuridico senza tutti gli svantaggi della vecchia lettera di carta.

Cosa sono gli esport

Il mondo dei videogame ha subito negli ultimi anni una vera e propria rivoluzione. Questo cambiamento epocale in termini ludici ed economici è stato determinato dall’avvento di connessioni internet sempre più veloci che permettono a migliaia di giocatori da ogni parte del mondo di connettersi da remoto e sfidarsi in battaglie epiche; sfide che coinvolgono milioni di spettatori.

Un simile successo fino a pochi anni fa era del tutto impensabile, per non parlare dell’immagine stessa del videogiocatore. Il nerd chiuso nella sua stanza e separato dal mondo è un cliché superato. Gli attuali campioni di esport sono vere e proprie star che guadagno cifre a sei zeri nelle competizioni più prestigiose grazie ai premi messi in palio. Ci sono poi le sponsorizzazioni importanti con marchi come Coca Cola e Samsung entrati nell’arena digitale degli esport.

Ma allora cosa sono gli sport elettronici e perché stanno avendo tanto successo?

I 10mila partecipanti dell’Atari National Space Invaders Championship dettero inizio nel 1980 al fenomeno degli esport. Seduti di fronte alle loro postazioni i videogiocatori si sfidarono a Space Invader, che sarebbe diventato negli anni successivi uno dei giochi più redditizi della storia dei videogame. L’obiettivo era tanto semplice quanto lo schema di gioco: raggiungere il punteggio più alto. Qualche anno dopo fece la sua comparsa quello che sarebbe diventato uno dei pionieri dell’attuale fenomeno degli esport, ovvero Walter Day.

Questo simpatico signore di Oakland (California) dette una spinta fondamentale per trasformare i videogame in giochi competitivi fondando la Twin Galaxy, società incaricata di approvare (attraverso le foto scattate dai giocatori) i record stabiliti in giro per il mondo che poi venivano pubblicati sull’omonima rivista. I punteggi più alti ottenuti sarebbero poi entrati nel celebre Guinness World Records. È l’epoca d’oro dei videogame, quando internet non esisteva e le console erano ancora al di là dall’avere la diffusione capillare che hanno oggi. Simboli di quest’epoca furono David Mithcell, campione, non senza polemiche, di Donkey Kong, Tom Asaki, uno dei migliori giocatori di Pac-Man allora in circolazione e Tim McVey che infranse il record di Nibbler.

Da qui in poi ha giocato un ruolo determinante per il successo degli esport come attività competitiva capace di coinvolgere milioni di giocatori l’innovazione tecnologica. Connessioni a banda larga stabili e con poca latenza, la diffusione di console e desktop a prezzi contenuti oltre all’entrata in scena di organizzazioni capaci di mettere in campo eventi grandiosi come quello tenutosi  lo sorso anno a Katowice in Polonia. Nel 2017 infatti l’Intel Extreme Masters Katowice è riuscito ad attirare qualcosa come 46 milioni di spettatori con una presenza all’interno dell’arena dove si svolgevano le competizioni di oltre 173mila persona nella tre giorni di gare.

Questi numeri dimostrano oggi la popolarità a livello globale degli esport, che rispetto ai tradizionali sparatutto come Quake hanno subito un’ulteriore evoluzione. Le mode infatti sono cambiate e rispetto ai giochi single player dell’epoca d’oro dei videogame si è passati a quelli multiplayer in cui squadre di giocatori si sfidano a titoli come Hearthstone: Heroes of Warcraft, League of Legends o Overwatch.

La logica che sta dietro questa scelta è determinata non solo dalle case di produzione di videogame che spingono in questa direzione, ma anche dagli stessi gamer che prediligono giocare all’interno di un team dove la componente relazionale è sempre più rilevante. Si scelgono strategie, si studiano gli avversari via Twitch (piattaforma di livestreaming di proprietà di Amazon), ci si confronta con i propri compagni di squadra per battere gli avversari. Niente di più lontano dalla figura occhialuta e un po’ sfigata del nerd.

Il successo degli esport è anche questo. Videogiocatori che con i colori del loro team scendono in campo come nuovi simboli dello sport. E poco importa se di sport elettronici stiamo parlando.