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La crisi del settore avicolo Italiano che sta passando inosservata

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In Italia sta accadendo una delle maggiori crisi del settore avicolo Italiano degli ultimi decenni, migliaia di capi e di uova vengono smaltiti per la presenza del virus della aviaria.

Le consegue sono un aumento dei prezzi alla base molto elevato, ogni giorno vengono abbattuti migliaia di capi, tra polli, tacchini e galline, centinaia di avicoltori stanno affrontando una pandemia del virus che non aveva colpito in questo modo nemmeno alla comparsa in Italia, isolato la prima volta nel 1997 e che ora è tornata causando la crisi alimentare 2017 del settore avicolo nel nostro paese.
Il petto di pollo rimane una delle carni più consumate in Europa, ottima in tutti i modi, sia fatto alla griglia e messo in una insalata, sia la classica cotoletta, che possiamo preparare in molti modi.

Hong Kong una delle prime regioni della Cina a bloccare l’importazione di uova e di pollame dal nostro paese, una grave crisi ai produttori dopo i dazi per la vendita dei prodotti alla Russia, ci mancava solo una pandemia che decimasse mesi e anni di lavoro.

L’aviaria è un virus  che arriva dagli uccelli selvatici provenienti da aree paludose e l’unico sistema per arginare il virus «è il rafforzamento della biosicurezza ».
D’altra parte l’ultimo rapporto Usda (il dipartimento americano dell’Agricoltura) aveva previsto progressi per l’influenza aviaria in Usa, Brasile, India, ma anche nell’Unione europea.

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