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Esame rettale digitale della prostata: approfondimento

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L’esame rettale digitale della prostata è una procedura che permette di ottenere una diagnosi precoce del cancro alla prostata. In seguito indagheremo meglio l’argomento cercando di chiarire alcuni punti fondamentali: perché fare l’esame, come si esegue, quali sono i rischi ed i risultati possibili.

L’importanza della visita urologica

Secondo gli specialisti, tutti gli uomini passati gli “anta” dovrebbero recarsi dall’urologo almeno una volta all’anno per analizzare la salute della prostata. Mediante questi controlli, oltre a tenere a bada l’iperplasia prostatica benigna, è possibile ottenere una diagnosi precoce del cancro alla prostata. Tuttavia, nonostante note iniziative come il “Movember”, sembrerebbe che gli uomini siano estremamente riluttanti quando si tratta di andare dall’urologo. Il motivo? La paura di sottoporsi all’esame rettale digitale della prostata.

Esplorazione rettale: come avviene?

Durante l’esame, il medico inserisce il dito indice guantato e lubrificato nel retto per sentire la parete posteriore della ghiandola prostatica e per vedere se quest’ultima è ingrossata, sensibile al tatto, se ha noduli, irregolarità o zone dure. La procedura dura appena 5 minuti e, seppur non si tratti di un’esperienza particolarmente piacevole, il più delle volte non è dolorosa. L’esame può causare dolore nel caso in cui la ghiandola prostatica è gonfia o irritata. Anche le persone con emorroidi o con ragadi anali possono provare un fastidio maggiore durante l’esame rettale digitale della prostata.
Quali sono però le controindicazioni?
L’esame in questione non è affatto “dannoso” e non comporta particolari rischi o pericoli per la salute. In casi poco frequenti, può fuoriuscire una piccola quantità di sangue dal retto, specialmente se sono presenti emorroidi o ragadi anali. Sensazioni di stordimenti e svenimenti (sincope vasovagale), sono anch’essi rari ed è più probabile che si presentino quando il paziente è in piedi.

I risultati dell’esame rettale

Se la ghiandola è liscia e regolare, l’esame rettale digitale della prostata è da considerarsi normale. E’ anormale quando lo specialista riscontra eventuali polipi, aree di modificata consistenza ed ovviamente, in presenza di prostata ingrossata. In quel caso, verrà richiesto al paziente di sottoporsi ad ulteriori esami prostatici e nello specifico, l’esame del PSA per misurare i livelli di Antigene Prostatico Specifico nel sangue e l’anoscopia che permette di avere una visione completa del canale anorettale.

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