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Cucine per disabili: come sono progettate

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La cucina è senza dubbio l’ambiente più funzionale della casa. La funzionalità si concretizza nei progetti in grado di soddisfare al meglio le diverse esigenze di ognuno.

Scopriamo in che modo sono realizzate le cucine per diversamente abili e quali caratteristiche speciali hanno, vedremo anche insieme come possiamo realizzare autonomamente una cucina per disabili.

Progettare una cucina per disabili

Numerosi produttori di cucine progettano moduli funzionali, dotati di misure diverse da quelle standard per andare incontro a una clientela diversificata, provvedendo a soluzioni adatte anche per chi ha una limitata mobilità.

Una cucina pensata per i disabili deve essere una cucina da usare in maniera facile, alla quale poter accedere con semplicità per sfruttare ogni piano di lavoro a disposizione. L’obiettivo principale su cui bisogna focalizzarsi in fase di progettazione è essenzialmente questo: elettrodomestico, contenitore o pensile che sia dovrà essere a portata di mano, nessun dettaglio deve essere lasciato al caso. In questa fase è bene conoscere ciò che il mercato offre e saper scegliere i pezzi più adeguati alle nostre esigenze.

Ricordiamo che un buon progetto di cucina per disabili richiede un’analisi attenta dell’ambiente dove si andrà a lavorare. In parole povere, il fruitore dovrà avere una buona e indipendente possibilità di movimento. In caso di sedia a rotelle, è necessario che tra le basi vi sia un passaggio di almeno 1,5 metri. Una misura standard che permette un comodo spazio di manovra. Oltre a ciò, qualsiasi oggetto o spigolo potenzialmente pericoloso va eliminato.

I piani di lavoro poi dovranno essere al di sotto dei canonici 90 cm di una qualsiasi cucina standard. Importanti dei carrelli estraibili e snodabili, utili per raggiungere ogni angolo della dispensa.

Cucina per disabili fai da te

Purtroppo una cucina progettata in funzione dei bisogni dei diversamente abili non è sempre alla portata di tutte le tasche. Ciò però non significare rinunciare ai propri bisogni. Si possono ottenere risultati sorprendenti, sia funzionali che estetici, magari realizzando un progetto fai da te.

Il primo passo da compiere per chi volesse avventurarsi in una progettazione personalizzata è porre attenzione ai bisogni di chi utilizzerà la cucina.

Basta pensare che una persona anziana e una su sedia a rotelle, in linea generale avranno bisogni simili e, al tempo stesso, diversi. Motivo per cui il dialogo è fondamentale e non solo per chi sceglie la strada del fai da te, ma anche se ci si rivolge a un artigiano o professionista del settore. Cerchiamo di conoscere a fondo le reali difficoltà del nostro interlocutore, cosa desidera. Facendo così la distribuzione dei moduli che andranno a comporre la cucina, risponderà al 100% ai bisogni dell’utente.

Alla base di un buon progetto c’è la praticità 

Cercare si essere il più razionale possibile fa la differenza. Pentole e stoviglie andranno posizionate ad altezze facilmente raggiungibili. Lo stesso vale per il lavello, chi sta in sedia a rotella sarà scomodo in presenza di un lavello troppo alto. Passiamo ora agli elettrodomestici.

La piastra coi fuochi meglio acquistarla a induzione per facilitare il trascinamento di pentole o padelle e scongiura re eventuali fughe di gas. Lavastoviglie, forno e frigo saranno disposti in successione, in modo tale da limitare gli spostamenti.

La lavastoviglie richiede una maggiore attenzione, meglio installarla a 40 cm da terra per agevolare l’inserimento delle stoviglie. Il forno dovrà necessariamente essere munito d’apertura orizzontale, per inserire le pirofile frontalmente a distanza ridotta.

Quanto costa realizzare una cucina per disabili?

Se la scelta è quella di rivolgersi a un artigiano per realizzare la propria cucina per disabili, i costi non sono poi così diversi da un prodotto standard. Si prevedono aumenti quando si va ad acquistare specifici meccanismi per l’automazione di apertura dei contenitori e di scorrimento di piani e pensili. Si tratta di dispositivi parecchio utili che difficilmente vengono esclusi da un buon progetto.

Chi sceglie un artigiano lo fa principalmente per motivi estetici e non solo funzionali, magari perché ricerca una soluzione più originale, in base ai propri gusti e desideri. Va detto però che i costi sono in media superiori rispetto a quelli di una cucina di tipo industriale e i tempi d’attesa chiaramente sono più lunghi.

Chi vuole risparmiare qualcosina fa bene a punture sul fai da te, non impossibile per ottenere un buon risultato. Ma è consigliabile avere una certa dimestichezza, oltre che una buona conoscenza delle aziende che producono pezzi fondamentali per la riuscita di un buon lavoro. Diversamente, meglio affidarsi a una falegnameria, magari progettando con i dovuti accorgimenti, e non ci saranno  particolari sovrapprezzi.     

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