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Carenza della vitamina D durante l’adolescenza: ragioni e possibili soluzioni

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La vitamina D è essenziale per la nostra salute, in tutte le fasi della vita. Secondo studi recenti però più del 50% degli adolescenti, fino a 16 anni, riporta delle gravi carenze di vitamina D. Scopriamo di cosa si tratta, quali sono le ragioni e quali le possibili soluzioni da attuare.

Perché durante l’adolescenza si ha una carenza di vitamina D?

A lanciare l’allarme è stato Paolo Biasci, il presidente della FIMP, ovvero la Federazione Italiana Medici Pediatri. Sotto la lente di ingrandimento degli specialisti c’è prima di tutto lo stile di vita dei più giovani che è la causa principale di questa mancanza. La vitamina D si assorbe prevalentemente attraverso l’esposizione al sole. Purtroppo, una buona parte degli adolescenti, passa il proprio tempo libero in casa e non in luoghi aperti in cui c’è la possibilità di godere dei benefici del sole.

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Ultimo aggiornamento il 15 Novembre 2019 08:44

Si trascorrono almeno due ore al giorno dedicandosi ai videogames e ai social network, chiusi nelle proprie camere davanti al pc, oppure guardano troppa televisione. La dieta, a differenza di come più comunemente si crede, non fa una grande differenza in questo caso specifico. Anche se si assumono alimenti ricchi di vitamina D non c’è modo di risolvere il problema solo con essi, eliminando il ruolo che ha il sole nell’assorbimento. Forse soltanto l’assunzione corretta di specifici integratori prescritti da un medico possono dare qualche aiuto a colmare la carenza.

Eppure non esistono dati certi sulla riuscita certa di una cura di questo tipo. L’esposizione al sole resta, dunque, una pratica che non andrebbe mai esclusa quando si tratta di vitamina D. Ragion per cui, ogni volta che c’è bel tempo, è meglio approfittarne e recarsi in spazi aperti. Che sia una spiaggia, un parco o una collina non fa differenza, l’importante è non restare unicamente chiusi in casa, senza entrare mai in contatto con il sole. Venti, trenta minuti di esposizione, associati a un’adeguata alimentazione, possono bastare per assumere le quantità necessarie di vitamina D per la nostra salute e il nostro benessere.

Quali alimenti contengo vitamina D

L’adolescenza non è un’età facile da gestire e, talvolta, i nostri ragazzi non danno il giusto peso ai consigli degli adulti, ignorandoli, specie se si tratta di sradicare cattive abitudini che riguardano la quotidianità. Inoltre, non tutti hanno la fortuna di vivere in città dove il sole splende sette giorni su sette e fruire dei raggi del sole è così semplice. Alla luce di questi aspetti, è ancora più importante non sottovalutare l’apporto di una dieta sana ed equilibrata, la quale dà comunque il suo fondamentale contributo per assumere la vitamina D. Vediamo quali alimenti la contengono:

  • salmone;
  • olio di legato di merluzzo;
  • tonno in scatola;
  • ostriche
  • gamberi;
  • uova;
  • funghi;
  • latte;
  • succo d’arancia;
  • cerali e farina d’avena.

Cosa comporta una carenza di vitamina D

La vitamina D, specie durante l’adolescenza, è fondamentale per la salute generale del corpo e la sua crescita. In particolare, aiuta il sistema immunitario, le ossa e partecipa alla prevenzione del cancro. Inoltre, è utile per il nostro umore perché stimola la produzione di serotonina, l’ormone della felicità. Un’eventuale carenza di questa vitamina può provocare disturbi del sistema nervoso, ma anche alcune infezioni. 

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Ultimo aggiornamento il 15 Novembre 2019 08:44

L’importanza del sole per la vitamina D

La vitamina D, a differenza di altre vitamine, non è tanto diversa da un ormone. Non a caso viene definita come un gruppo costituito da 5-pro ormoni liposolubili. Questi vengono identificati nelle vitamine D1, D2, D3, D4 e D5. La luce naturale del sole ci fornisce tutto ciò; gli integratori di fatto andrebbero prescritti solo se il paziente presenta reali carenze di vitamina D, difficoltà d’assorbimento o gli è impossibile un’esposizione regolare alla luce del sole. Eventualità, quest’ultima, che colpisce soprattutto gli abitanti dei paesi nordici. 

Negli anni, il sole è stato messo sotto accusa ed è passata troppo banalmente l’idea che è meglio non esporsi. Certamente, restare dieci ore di fila ad abbronzarsi senza protezione non è salutare e provoca conseguenze piuttosto gravi per la pelle, ma evitare sempre il sole comporta altri tipi di conseguenze negative, come queste legate all’assorbimento di vitamina D.

Particolare attenzione va prestata per le donne in stato di gravidanza o nei confronti di bambini molto piccoli. I livelli di vitamina D nelle donne incinte vanno tenuti sotto controllo e bisogna valutare con un esperto se è il caso di incrementare l’esposizione solare o ridurla. Mentre, in condizioni normali la vitamina D viene accumulata dal nostro organismo durante i mesi estivi grazie a una maggiore presenza di luce. I livelli accumulati in questo periodo bastano anche nel periodo invernale.

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