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L’andatura veloce rallenta l’invecchiamento del cervello: scopriamo perché

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Chi ha il passo veloce aiuta il cervello a mantenersi giovane. Strano a dirsi, ma vero nei fatti. Secondo alcuni studi recenti, pare esserci un legame più che fondato tra le due cose fin dall’infanzia. Approfondiamo questa curiosità e scopriamo insieme quali sono le ragioni e gli studi che hanno tratto le conclusioni a cui si è appena accennato.

Più velocemente cammini meno invecchia il cervello!

La velocità della nostra andatura può essere un indicatore attendibile del nostro regresso fisico e cognitivo. Questi cambiamenti, laddove dovessero verificarsi, sono già visibili quando ci si avvicina alla soglia dei quarant’anni di età, dove il nostro stile di vita può appesantire la nostra salute e primi segnali di invecchiamento precoce del cervello iniziano a farsi sentire.

Anche se la nostra andatura, veloce o lenta che sia, è già visibile fin da quando siamo solo dei bambini, resta perlopiù invariata per gran parte della vita. Studi specifici, condotti dai ricercatori dalla Duke University King’s College di Londra, mirano proprio a verificare l’ipotesi secondo cui un’andatura lenta rifletta l’invecchiamento biologico del cervello. Gli studiosi hanno analizzato i dati raccolti su un ampio numero di popolazione, ovvero centinaia di uomini e di donne, nati negli anni compresi tra il 1972 e il 1973.

La città in cui i test si son svolti è Dunedin, situata in Nuova Zelanda. Stando a queste indagini, coloro che camminavano a passo lento mostravano più segni di invecchiamento precoce rispetto ai soggetti con un’andatura più veloce. Un decadimento che parte dallo stato dei denti e arriva fino al sistema immunitario. Gli studiosi, inoltre, ci tengono a mettere in luce che è possibile individuare chi sarà un camminatore veloce o lento già in età prescolare. Già a tre anni, i lenti e i veloci, hanno un punteggio notevolmente differente ai test neurocognitivi.

Inutile continuare ad assumere integratori ( Anche se non fanno male, come ne abbiamo parlato in questo articolo ) quando basta uscire a camminare pochi minuti tutti i giorni per avere tutti i benefici del caso.

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Ultimo aggiornamento il 24 Febbraio 2020 06:53

Camminare velocemente allunga la vita

Farsi una bella passeggiata è già di per sé salutare, se poi la si fa veloce, i risultati possono essere molto sorprendenti. E ciò vale soprattutto per le donne. In particolare, una donna che ha un ritmo veloce, ha un’aspettativa di vita compresa tra gli 86 e gli 88 anni. Gli uomini, invece, se hanno un’andatura lenta hanno un’aspettativa di vita che non va oltre i 65-66 anni, a differenza degli uomini che passeggiano velocemente, i quali possono raggiungere gli 86-87 anni di vita. Dati che valgono anche in caso di persone sovrappeso, oppure addirittura obese. Tuttavia, è bene precisare che questi dati non vanno considerati come verità assoluta. L’aspettativa di vita di un essere umano può essere condizionata da svariati fattori. Una camminata al giorno aiuta anche mantenere la pressione sanguigna bassa senza dover effettuare grossissime rinunce anche a tavola.

Certamente uno stile di vita sano accompagnato da un’alimentazione corretta può fare la differenza, ma possono verificarsi eventi fuori da ogni controllo. Ciò vuol dire che è bene trovare il tempo per fare sport, mangiare sano e cercare di passeggiare velocemente, proprio per contribuire a un corretto stile di vita, sicuramente d’aiuto per favorire le migliori condizioni possibili in vista di una buona aspettativa di vita, camminare un’ora al giorno può migliorare sensibilmente la nostra salute.

Leggi Anche: Come Allenarsi Comodamente da Casa

Perché almeno 20 minuti al giorno di attività fisica sono indispensabili

Praticare attività fisica può garantire al nostro corpo benessere e un ottimo stato di salute. A dichiararlo è anche l’OMS, cioè l’organizzazione mondiale della sanità. Muoversi con regolarità permette al corpo di avere la giusta ossigenazione e di favorire l’allenamento dei muscoli. Oltre a ciò, ne risente anche l’umore che può migliorare notevolmente. Come abbiamo già esposto all’interno del paragrafo precedente, camminare ogni giorno a passo veloce può fare la differenza, anche se non ci si reca in palestra quotidianamente o si praticano chissà quali sport complicati. L’importate è avere una certa costanza e delle buone abitudini: 20 minuti al giorno sono più che sufficienti e non rubano tempo al nostro lavoro o a qualsiasi altra abitudine.

L’OMS, al contrario, segnala una situazione troppo preoccupante, specie per quanto riguarda i giovani, che trascorrono il proprio tempo libero in casa, incollati ai video giochi o agli smartphone, sui social network, conducendo uno stile di vita sempre più sedentario, caratterizzato dal consumo di cibo spazzatura. Basti pensare che solo il 34% degli adolescenti tra i 13 e 15 anni fa attività fisica in maniera sufficiente.

Le conseguenze di queste pessime abitudini sono purtroppo molto pericolose per la salute; tra quelle più evidenti c’è l’aumento di peso che può tramutarsi in obesità fin dall’età precoce. Il grosso pericolo deriva soprattutto dalla presenza di fast-food e ristoranti sottocosto dove è possibile assimilare grandi quantità di cibo con una qualità molte volte pessima, basti pensare a tutte le chiusure di All-You-Can-Eat che ogni giorno le autorità perpetrano ai danni di ristoratori Asiatici che sono di base all’oscuro di ogni minima norma di igiene e sanitaria.

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